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Fasce porta bebè raccontate da chi le usa e le crea

Carissimi lettori, oggi vi parlerò di un argomento molto interessante, che piacerà a tutte le mamme, io ancora non lo sono ma sono diventata zia da pochissimo, vale lo stesso?! 😀

Ho fatto una lunga e interessantissima ricerca sulle fasce porta bebè e il mondo a esse collegato. Mi scuso già per chi adora come me gli articoli brevi… beh, questo non lo è, ma vi assicuro che vale la pena leggerlo fino in fondo.
Giuro che non pensavo che le fasce fossero così tante e di diverse forme, per questa la ricerca è durata più del previsto. Ho deciso di scegliere una mamma/sarta per ogni modello di fascia, non è stato semplice perchè sono molte le fasce di produzione industriale; vi parlerò perciò di quelle che nascono dall‘amore delle mamme, quelle vere artigianali al 100%.

Cercando in rete, ho trovato Anilina, con fasce tubolari (pouch sling) “Gradipo”, Bubamara e le fasce Mei Tai , Pongazio con le fasce ad Anelli.

Ho deciso di approfondire e studiare il discorso per dare la possibilità, a chi ancora come me non le conosce a fondo, di capire quali modelli esistono e soprattutto sapere … perchè usarle?!
Le fasce l’ho sempre viste portare da ragazze africane e qualche amica, ma la mia conoscenza su di esse si fermava li, pensavo … “che belle, mi sembrano così naturalmente belle e pratiche.”
Portare i bambini con la fascia è un usanza antichissima e comune a tutte le civiltà.Le donne africane, essendo abituate a questa pratica fin da bambine (9-10 anni) poiché spesso portano i fratelli minori, mettono il bambino sulla schiena con una facilità e una velocità impressionanti.
Leggendo qua e la, ho scoperto che rispetto ai marsupi, grazie alle diverse modalità di legatura, permette di distribuire il peso su tutto il tronco e sulle spalle, evitando dolori e affaticamento alla schiena.
Tenuti in fascia addosso alla madre possono assumere la stessa posizione che avevano nell’utero e continuano a sentire gli stessi battiti del cuore, l’odore. Il distacco dalla mamma diventa più graduale. Il calore costante della madre aiuta la  termoregolazione dei neonati. La giusta temperatura, la sicurezza e la tranquillità fanno si che si riducano i disturbi da coliche e avviene uno sviluppo intestinale corretto. Non a caso nella fascia il bambino si addormenta più facilmente e dorme più a lungo.

Inoltre la fascia può aiutare anche durante l’allattamento perché sostiene il bambino e ripara da sguardi indiscreti. Ma molte domande emergono sulle fasce, alle mie risponderanno loro, le 4 sarte selezionate per voi tramite un intervista mirata.

La mia ricerca non voleva terminare qui, con questo articolo, è nato un progetto che ho chiamato  “Prova e scegli la tua fascia”; come funziona è semplice, presterò il kit delle 4 fasce campione per un mese, alle mamme, per il momento genovesi, che le vorranno testare per poi decidere quale acquistare.

Quando il progetto sarà avviato estenderò tutto questo anche a tutte le mamme del resto d’Italia che potranno provare le fasce spedite direttamente a casa per poi rispedirle lavate e stirate alla mamma successiva, pagando solo le spese di spedizioni o consegnandole a mano.

Cliccando QUI potrete segnare la vostra preferenza prenotando il mese che più vi aggrada e far parte di questo progetto lasciano il vostro nome, indirizzo e telefono. Le fasce possono essere ritirate presso l’erboristeria Pulsatilla di Genova previa telefonata per accordarsi.

Questo progetto nasce per far si che non si acquistino fasce a caso senza prima averle provate e capito quale fa per voi per poi acquistare la vostra preferita su ordinazione personalizzata. Non c’è nessun vincolo di acquisto ma sicuramente, se sceglierete di acquistarne una, contribuirete a dare vita e valore ad un lavoro artigianale fatto con amore per voi e i vostri bimbi. Potrete ovviamente fare domande e chiedere consigli alle 4 bravissime sarte.
Ma ora  parliamo di loro, che della tecnica di portare i bebè, in inglese ” babywearing” ne hanno fatto un arte e delle loro coloratissime fasce porta bebè.

Anilina e la fascia tubolare ” Gradipo”

Leggera, Semplice, Compatta, Pratica


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Creatrice della leggera ed elegante Gradipo, la prima pouch sling in italia e per la precisione, genovese doc…sarà per questo che la metto in prima fila? no no… amo Genova ma non fino a questo punto 😛 se è al primo posto un motivo c’è, è lei che mi ha sostenuto e aiutato nella lunga ricerca, dandomi dritte e consigli sinceri, quindi se lo merita.La fascia di Anilina, Gradipo,è creata con tessuti di prima qualità e risponde alle esigenze di mamma e bimbo… senza che nessuno debba sacrificare le proprie.Di lei mi ha colpito la sua passione e la professionalità, in tutto ciò che fa. La sua fascia la trovo molto semplice ma efficace!

Anilina ha risposto così alle mie 13 domande:

1 Descrivici il tuo modello di fascia, Gradipo:

La fascia Gradipo è una pouch sling, o fascia tubolare: un semplice anello di stoffa che si indossa a tracolla. E’ meno versatile di altri supporti perchè consente meno varianti di posizione; il suo punto di forza è invece la semplicità d’uso, assieme alle dimensioni ridotte che la rendono estremamente  pratica negli spostamenti brevi, in viaggio, quando piove…Ma anche con un bimbo grandicello che già cammina e che vuole salire e scendere spesso dalle braccia della mamma. Ho personalizzato e migliorato la semplice fascia tubolare proponendo quattro modelli diversi: -semplice (classica fascia tubolare) – reversibile (doppio strato di stoffa )- imbottita (uno strato di imbottitura lungo entrambi i bordi)- reversibile ed imbottita (doppio strato ed imbottitura lungo entrambi ii bordi).
2 Raccontaci i tuoi primi esperimenti per arrivare al modello attuale:

Ho cucito la prima pouch sling nel 2004, aspettando che nascesse la mia prima bambina. Io abito al sesto piano e senza ascensore: davvero non riuscivo ad immaginarmi una vita con la carrozzina ! I marsupi classici , però , mi sembravano scomodi, e spesso anche brutti. Navigando nei siti americani trovai le istruzioni per cucire la pouch sling e fabbricai la mia prima fascia in lino arancione. Alla nascita della mia bambina la fascia si rivelò troppo lunga, ma io non me ne accorsi nemmeno, e ce la portai lo stesso per piu’ di un mese prima di decidermi a cucirne una piu’ piccola!  Allora, infatti, le fasce in giro erano estremamente rare; la gente era incredula a vedere che portavo un bimbo cosi’, e io non avevo nessun termine di paragone per capire che stavo sbagliando qualcosa….Pian piano, negli anni, introdussi nuove migliorie, ed iniziai a ricevere richieste da amiche e parenti, finchè la fascia , battezzata  “Gradipo” dalla mia bimba treenne, approdò online nel 2007 nelle due varianti : semplice ed imbottita. Nel 2009 introdussi anche i modelli reversibili.

3 Quali materiali usi?

Utilizzo tantissimi tipi diversi di stoffe in cotone e lino, leggere e pesanti, con una piccola percentuale di elastan nel caso degli stretch. Mi piace avere un catalogo ben fornito, percio’ acquisto quasi sempre scampoli di tessuto piuttosto piccoli. In questo modo non solo posso offrire tanta scelta, ma le fasce Gradipo riescono davvero tutte diverse fra loro. Questo mi gratifica, e rende piu’ divertente il mio lavoro! Infatti, io per prima adoro scegliere stoffe….L’imbottitura è una gommapiuma atossica, appositamente prodotta per l’uso in prodotti per l’infanzia.Le etichette sono tutte stampate a mano su fettuccia di cotone.

4 Passeggino e fascia … i pro e i contro:

Non voglio demonizzare il passeggino.  L’ho usato spesso nei periodi in cui i miei bambini non avevano voglia di essere portati nella fascia, ed è utile se si sbrigano faccende “pesanti” : molte volte l’ho usato per portare a casa la spesa, mentre tenevo il bimbo nel Gradipo!  Tuttavia, in certe occasioni è terribilmente limitante. Una scalinata è un ostacolo insormontabile per una mamma con passeggino, e l’ultima volta che sono salita con il passeggino su un mezzo pubblico sono stata invitata a scendere dall’autista: con il bambino in braccio, sull’autobus affollato, non riuscivo a chiuderlo. Nel passeggino i miei figli mi sono sempre sembrati sacrificati, mi sono sempre sentita a disagio per il fatto di portarli così…non ho mai amato il fatto di non poter vedere in faccia il mio bambino, non potergli parlare, interagire con lui e condividere le esperienze ; questo, dal punto di vista di una mamma abituata a portare, è davvero un punto a sfavore. Per una lunga uscita con un bimbo già grandino, se è probabile che il bambino si addormenti, puo’ essere saggio portare sia fascia che passeggino: quando il bambino dorme, infatti, pesa molto di piu’….

5 Un consiglio alle neo mamme che vorranno provare la fascia porta bebè:

A chi vuole provare la fascia consiglierei di fare un po’ di yoga per tenere in forma la schiena ed ottimizzare le proprie potenzialità di portatrice.  Portare è una vera ginnastica per la schiena, e favorisce lo smaltimento dei chili di troppo accumulati nei nove mesi, ma alcune mamme non ci riescono perchè hanno una postura scorretta, che viene accentuata dal portare un peso. Lo yoga è utilissimo dopo la gravidanza ed è fondamentale per mantenere la spina dorsale elastica e flessibile. Non è indispensabilee seguire un corso, è sufficiente imparare a padroneggiare un po’ di posizioni per rilassare schiena e spalle .SI puo’ certamente portare anche senza lo yoga, ma una buona postura ed una schiena sana permettono di portare davvero a lungo e con soddisfazione!

6 Dalla nascita fino a che età?

Questo dipende dalla buona volontà del portatore! Ho messo nella fascia, per ridere, anche la mia bambina di sette anni. Una tubolare ben fatta regge un peso di 20 kg senza problemi, tuttavia non conosco nessuno che arrivi a tanto! Al momento porto ancora il mio bimbo di 27 mesi, ma la maggior parte delle mamme si ferma verso i due anni, con qualsiasi tipo di supporto.

7 Cosa risponderesti alle mamme preoccupate per la sicurezza del loro bimbo?

C’è una smisurata bibliografia sui benefici del portare e sui modi in cui essere portato favorisce lo sviluppo psicologico, fisico ed emozionale del bambino.  Anche se certamente portare un bimbo in sicurezza è anche una questione di esperienza, la fascia in sè non è piu’ pericolosa di un marsupio tradizionale. Dal punto di vista del pericolo di soffocamento, ci sono stati casi clamorosi proprio in alcuni marsupi commerciali che rispetto ad una produzione artigianale si fregiano di essere piu’ sicuri…. Seguendo le istruzioni ed agendo con buon senso portare è facile e riesce naturale, e consente alla mamma di avere vicino il bambino con le sue esigenze.

8 Il tuo modello di fascia è facile da indossare?

Gradipo è soprattutto questo: una fascia facile da indossare. Si infila a tracolla come una borsa. Non c’è (quasi) niente da capire nel suo utilizzo!

9 Quali e quante sono le posizioni del bimbo dentro la fascia:

Il bambino puo’ essere portato a culla, pancia contro pancia, sul fianco e sulla schiena. Non tutti amano tutte le posizioni…. Personalmente a  me portare sulla schiena non è mai piaciuto, nè con la fascia Gradipo, nè con altri supporti. Sento maggiormente il peso,  e poi mi piace vedere che cosa i miei bambini stanno facendo! Alcuni bambini invece rifiutano la posizione culla. Quella universalmente apprezzata è la posizione sul fianco, che piace al 100% delle mamme e dei bambini!

10 La fascia vista dal bimbo:

Finchè il bambino è piccolo, la fascia è soddisfazione del bisogno primario di contatto e di calore, oltre ad essere un posticino accanto al suo “biberon” sempre pronto…Per il bimbo piu’ grande la fascia è il rifugio nei momenti di stanchezza e di sconforto. Quando tutto va bene, è il posto da cui vedere il mondo con gli occhi della mamma e “controllare” tutto quello che lei fa.

11 La fascia vista dalla mamma:

Per la mamma avere le mani libere è un grande sollievo…si sbrigano le faccende di casa, si risponde agevolmente alle email, si allatta un po’ ovunque senza offendere ed essere offesi. E’ una salvezza in tante situazioni di emergenza in cui il passeggino sarebbe di ingombro. E’ un oggetto che diventa caro, perchè lo si porta sempre con sè.

12 La fascia vista dal papà:

Per un papà la fascia puo’ essere l’occasione di portare un po’ su di sè il proprio bambino, di sentirlo suo come una mamma fa nei nove mesi della gravidanza… Nel frattempo la mamma puo’ riposarsi un po’!Non sempre i papà sono disposti a portare i bimbi nella fascia, ma tutti quelli che ho conosciuto ne riconoscono la genialità. E’ evidente che ai piccoli piace essere portati cosi’!

13 La tua fascia ha diverse misure, ci potresti spiegare come poter scegliere la taglia giusta?

La fascia Gradipo viene confezionata in 7 taglie.  E’ una faccenda seria, perchè per una fascia tubolare la misura giusta è importantissima! La misura diagonale del busto è la variabile piu’ importante quando si sceglie la taglia di una fascia, ma intervengono anche altre variabili; per questo ho creato una tabella per trovare la taglia giusta, e rispondo via email alle persone che hanno bisogno di un consiglio.

14 Qui puoi aggiungere qualche informazione importante da aggiungere:

Le fasce Gradipo sono confezionate da me sola nel mio laboratorio artigianale, insieme ad altri oggetti originali per bambini e per adulti. Il mio lavoro però non finisce qui: scrivo un blog di libera informazione www.anilina.org , che per me è la parte piu’ importante del mio lavoro.

Bottega Bubamara e la fascia Mei Tai


Intuitiva, Colorata, Versatile, Comoda

 

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La bottega Bubamara, formata da veri e propri genitori-canguro napoletani, che preferiscono il contatto, il calore e la sicurezza dei loro bimbi piuttosto che il distacco e il freddo di un passeggino. A loro piace pensare che le cose possano andare in un modo diverso, in cuor loro sanno che ognuno di noi può fare molto, a partire dalle piccole azioni quotidiane. Come bere un bicchier d’acqua, mangiare un’insalata, differenziare l’immondizia, prendere l’autobus, fare la spesa al mercato, portare in braccio i nostri figli. Mamma Bubamara (Annamaria) cuce una coloratissima fascia mei tai e tra una febbre del bimbo e tante ordinazioni è riuscita anche a trovare il tempo per la mia intervista….

1 Descrivici il tuo modello di mei tai:

Il modello di mei tai che realizzo è frutto delle infinite sperimentazioni e collaudi effettuati nel corso del tempo con i miei due bambini, Alessandra, quasi tre anni, e Lorenzo, un anno, portati entrambi e fin dalla nascita da me e mio marito. E’ composto da delle fasce adeguatamente larghe e lunghe, in modo da 1) non segnare le spalle del portatore (se sono troppo strette possono provocare il doloroso “effetto corda”, il tessuto delle bretelle diventa una morsa!) e 2) poter consentire di legare “alla tibetana” (un particolare incrocio che consente di scaricare meglio il peso del bambino sulle spalle della mamma o del papà). Il pannello è ampio, in maniera da garantire una seduta fisiologica del bambino (schienali con sedute troppo strette fanno si che il bebè non stia seduto all’interno del mei tai, bensì “appeso” all’impiedi, come nei tradizionali marsupi), ed alto, per contenere interamente  il piccolo, sostenendolo dal sederino alla testolina; le misure consentono di impiegarlo dalla nascita fino a tre anni circa, si adatta quindi man mano che il bambino cresce. Realizzo modelli di mei tai con o senza reggitesta, una specie di “cappuccio”, o meglio di bavero, che, fissato con appositi laccetti a dei passanti cuciti sulle bretelle, consente di sostenere la testa del bimbo quando si addormenta, per evitare che penzoli all’indietro! (in particolare quando si porta sulla schiena!)

2 Raccontaci i tuoi primi esperimenti per arrivare al modello attuale:

Il primo mei tai l’ho cucito dopo aver studiato e “fuso” tra loro vari tutorial, soprattutto in inglese, presi da internet: era fatto con vecchie lenzuola, il pannello era ricavato da una federa di cuscino, e non aveva il reggitesta, perché per me all’epoca non era un accessorio importante… Ma non andava bene, il pannello aveva una forma che nella parte superiore risultava poco comodo per Alessandra, le segnava il collo dopo un po’, quindi nel modello successivo stondai i bordi, e tutto il mei tai in generale acquisì un aspetto più “rotondo” (la forma è rimasta quella attuale, molto sinuosa!). Ma ancora c’era qualcosa che non andava… Ale, che all’epoca aveva 8 mesi, aveva difficoltà quando voleva mettere le braccine al di fuori dello schienale, non riusciva quasi a muoversi… E così mi accorsi che le fasce erano troppo ravvicinate tra loro, e decisamente troppo perpendicolari al pannello del mei tai! Con la modifica successiva, la situazione era nettamente migliorata! L’ultimo passo fu di inserire il reggitesta, che fortunatamente ho trovato giusto nelle misure fin da subito…

3 Quali materiali usi?

Prevalentemente tessuti di cotone, di tipi diversi: rasatello, gabardine, piquet, questi per le fasce dei mei tai e per gli interni degli schienali, che vanno più a contatto con la pelle del bambino, mentre per gli esterni mi è capitato di impiegare anche stoffe diverse, come il tartan ad esempio, o il raso.

4 Passeggino e mei tai … i pro e i contro:

Con il mei tai puoi andare praticamente ovunque!! Mare, montagna, mezzi pubblici, centro città, scale varie… Insomma, non trovi ostacoli, hai realmente la libertà di andare dappertutto e di essere autonoma, soprattutto se, come noi, hai dei bambini piccoli e un cane! Inoltre ti consente di avere le mani e le braccia libere per poter fare praticamente di tutto, dai piatti, alle lavate di pavimento, al leggere una storia alla sorellina maggiore… Svantaggi?? Può provocare dipendenza!! Portare è pratico, economico, salutare, fa stare bene la mamma e il bambino… Per noi è stato così, un amore a prima vista che però si è rafforzato ogni giorno di più, e di cui non ne potremmo fare a meno. E il passeggino? Noi l’abbiamo usato veramente poco, perché scomodo e ingombrante, una zavorra da portare dietro e in cui, prima di una certa età, i nostri figli non sono mai voluti entrare… Ma ci sono delle circostanze dove invece può rivelarsi molto utile, ad esempio quando si esce di sera o si sta fuori tutta la giornata, può diventare un lettino d’emergenza dove è comodo appoggiare il piccolo per un pisolino, oppure come carrello porta-tutto, nel caso usciate e per un motivo o un altro abbiate tante borse e borsine con voi.

5 Un consiglio alle neo mamme che vorranno provare la fascia porta bebè:

Penso che non esista “la” fascia porta bebè perfetta, in senso assoluto, ma quella perfetta per ogni mamma: c’è chi è innamorato della fascia lunga perché la più versatile e comoda in assoluto, chi invece adora il mei tai perché unisce alla comodità la praticità e velocità di utilizzo, e chi ancora non ha occhi che per la fascia ad anelli (questo solo per citare alcuni tra i porta bebè più noti), perché compatta e maneggevole… Personalmente consiglierei, prima di acquistare una o più fasce, di interrogarsi su cosa si stia cercando e perché: ad esempio, se tuo figlio è un bimbo “ad alto bisogno”, che cerca sempre e soltanto le tue braccia, e se, magari, sei una persona che si sposta molto a piedi, che nel tempo libero fa escursioni e lunghe camminate, la fascia lunga e il mei tai sono le soluzioni ideali, scaricando il peso del bambino su entrambe le spalle; se, invece, cerchi una fascia da indossare per brevi periodi, magari per salire le scale e per altre commissioni veloci, qualcosa che sia pratico de mettere e poco ingombrante, e se, per lo più, ti sposti molto in auto, la fascia ad anelli o la pouch sono più congeniali. Prima di eventualmente comprare un porta bebè, l’ideale sarebbe comunque di poter provare di persona i vari supporti presenti sul mercato: magari anche un’amica, una parente, hanno una fascia che possono prestarvi e mostrarvi come usare! Oppure ci si può iscrivere a forum/gruppi su internet dedicati all’argomento, dove sia possibile combinare incontri con altre mamme canguro residenti dalle proprie parti, e, nobile ma purtroppo finora isolata realtà, c’è una vera e propria “fascioteca” a Torino, curata e gestita dall’associazione “vitaminaM(amma)”, dove è possibile provare e toccare con mano fasce e mei tai  di diverse marche.

6 Dalla nascita fino a che età?

Il mei tai può essere usato dalla nascita (anche se non è avvolgente quanto una fascia lunga, in particolare elastica, che secondo me è il miglior supporto per portare un neonato; il mei tai lo consiglierei diciamo dai 4 mesi in poi, o comunque da quando il bambino acquisisce maggior controllo della muscolatura del collo e tiene più dritta la testa) fino a circa 15 kg, si dice di solito… Noi a dire il vero lo usiamo a volte ancora con Ale, 15 kg per 3 anni quasi, durante le lunghe passeggiate,e tiene benissimo! L’importante è che lo schienale sia adeguatamente alto e ampio, e che naturalmente le cuciture siano sicure.

7 Cosa risponderesti alle mamme preoccupate per la sicurezza del loro bimbo?

La sicurezza è un aspetto importantissimo da tenere a mente sempre, soprattutto quando si parla dei nostri piccoli… Riguardo al portare, poi, visto che fasce e mei tai sono ancora relativamente poco diffuse nella nostra società, c’è una certa apprensione proprio in merito alla validità di un po’tutti i supporti (forse si è più convinti riguardo la sicurezza di un passeggino piuttosto di un seggiolino da auto, semplicemente perchè siamo più abituati a vederli usati, sempre e da chiunque). Innanzitutto, consiglierei di valutare, prima di acquistare un porta bebè, la qualità dei materiali impiegati (tessuti e parti accessorie, come anelli e fibbie, nel caso ad esempio di supporti semi strutturati) e della fattura (particolare attenzione a mio parere va data alla resistenza delle cuciture): sfortunatamente mi è capitato di imbattermi, ad esempio, in mei tai del tutto sbagliati: con pannelli troppo corti e stretti per poter contenere in maniera adeguata il bambino, o con reggitesta inesistenti… Un supporto mal fatto può pregiudicare non solo la “qualità” del portare (con fastidi e dolori per la mamma e anche per il bambino), ma anche la sicurezza stessa! E poi va considerato l’aspetto del corretto uso che si fa delle fasce in generale, spesso sento di bambini portati in condizioni potenzialmente molto pericolose, come mentre si è ai fornelli, o in bicicletta, o addirittura in auto… Purtroppo non sempre prevale il buonsenso, e il rispetto di regole di sicurezza comune! A questo scopo, nei mei tai e nella fasce che spediamo, alleghiamo anche un foglio delle avvertenze, che espone le principali situazioni di rischio da evitare quando si porta il proprio bambino. Infine, un altro aspetto riguardante un portare sicuro ha a che fare con il COME posizionare il bambino nella fascia/mei tai: io, personalmente, ho imparato guardando tanti video tutorial su youtube (è per questo che anche noi, in un’ottica di “gratitudine” e di condivisione di conoscenze, dedichiamo molto del nostro tempo alla realizzazione di video tutorial), anche se bisogna ammettere che l’ideale sarebbe poter avere qualcuno che mostri le varie legature/posizioni possibili; a questo scopo, vorrei segnalare che in tutta Italia sono presenti le consulenti del portare, e che vi è anche la possibilità di poter seguire corsi tenuti da istruttrici qualificate.

8 Il tuo modello di mei tai è facile da indossare?

Il mei tai è un porta bebè molto semplice e intuitivo da usare: basta legare le fasce che formano la cintura in vita, appoggiare il bambino sul petto (o sul fianco, o sulla schiena, a seconda delle posizioni) alzando lo schienale, e tirare ben bene le fasce-bretelle, incrociandole e chiudendole poi sotto il sederino del piccolo! Esteticamente il mei tai ricorda parecchio il classico marsupio, in realtà è molto più comodo sia per la mamma che per il bimbo, ed è anche molto più colorato e allegro!

9 Quali e quante sono le posizioni del bimbo dentro il mei tai:

Nel mei tai il bambino può essere messo in tre posizioni: pancia a pancia, fianco e schiena. La posizione pancia a pancia è quella che si usa per prima, può essere eseguita infatti anche con i neonati, avendo delle particolari accortenze (accorciando preventivamente il pannello, posizionando le gambine a “ranocchietta” all’interno del mei tai e incrociando le fasce dietro la schiena anziché sotto il sederino); sul fianco, invece, si può passare quando il bambino mostra di poter stare ben dritto con la testa e il tronco, e comunque non prima dei 4-5 mesi (molto poi dipende da bambino a bambino), e infine sulla schiena (comodissimo!!), anche qui consiglierei non prima dei 4-5 mesi.

10 Il mei tai vista dal bimbo:

I piccoli portati rivivono fin dai primi giorni una condizione molto simile a quella sperimentata nel pancione: contenuti, al caldo, fusi con la madre… Dopo aver abbandonato tutt’a un tratto il grembo materno, dopo che sono stati “sbalzati” fuori, al freddo e lontani dalla mamma, riprovano la piacevole sensazione di essere un tutt’uno con lei, si sentono al sicuro, protetti, coccolati. Addosso a lei respirano il suo profumo, ascoltano il ritmo del suo cuore, sono cullati dai suoi movimenti… Tutto questo, quasi magicamente, li calma e li rassicura, li rende più sereni, infatti il più delle volte i bambini in mei tai, o in fascia, crollano addormentati, in un sonno profondo e senza incubi! Inoltre, i bimbi portati hanno la possibilità di vedere letteralmente da un’altra prospettiva le cose che li circondano: ad altezza-mamma succedono molte più cose interessanti rispetto a quelle viste più in basso, dall’ottica del passeggino! Infatti dall’alto del mei tai o della fascia il bambino può partecipare di più alle attività quotidiane svolte dalla madre, insieme a lei può fare tante cose, osservando e imparando tanto. Senza parlare poi del fatto che ad altezza passeggino, in città, la vita non è affatto facile: tra scarichi delle automobili, rumori, e stimoli eccessivi cui non possono sottrarsi, è senz’altro più piacevole (e salutare) stare tre le braccia della mamma o del papà!

11 Il mei tai visto dalla mamma:

Per la mamma portare soddisfa diversi bisogni ed esigenze: per alcune il mei tai o la fascia sono semplicemente un accessorio per poter vivere più comodamente la propria maternità, consentendo loro di uscire di casa libere, senza l’ingombro del passeggino.  Mezzi pubblici, strade affollate, shopping, scale varie, tutto questo diventa più semplice e pratico se si ha un mei tai o una fascia! Ma portare è anche e sopratutto sentire il proprio piccolo addosso, sulla propria pelle, sentirne l’odore e il respiro, accarezzandolo, coccolandolo, amandosi a vicenda… E’ stare insieme, percorrendo il sentiero dell’essere madri in un modo “diverso” e antico al tempo stesso, tenendosi per mano, condividendo uno spazio speciale, unico, che è fisico e mentale al tempo stesso. Portare è anche contenere, fisicamente ed emotivamente, i nostri figli, accogliendoli, prendendoli in carico, e facendosi cavità ove essi possano risuonare, per crescere sereni e forti, creature in armonia con se stessi e con il mondo.

12  Il mei tai visto dal papà:

Il mei tai incontra spesso i favori dei papà che desiderano avvicinarsi al mondo del portare, questa almeno è l’impressione che ne ho ricavato da quando ho iniziato a cucire fasce porta bebè anche per altri genitori… Spesso mi capita di ricevere richieste di consigli da parte di aspiranti papà canguro, i quali di partenza vedono il mei tai come “più facile” rispetto alla fascia lunga, ma anche più pratica e veloce da indossare! Il mei tai, forse, viene anche visto in maniera favorevole perché all’apparenza ricorda il tradizionale marsupio, quindi, probabilmente, incute meno soggezione rispetto ad una fascia porta bebè classicamente intesa… Ad ogni modo, portare per un padre rappresenta, credo, un’esperienza preziosa e arricchente, che dà modo di vivere, in qualche modo, la sensazione di fusione e di continuità provata dalla madre durante la gravidanza. In fascia, in mei tai, egli può sentire la vicinanza col proprio cucciolo, proprio in termini di prossimità, di intimità e anche di appartenenza, e avere l’opportunità, finalmente, di coccolarlo senza se e senza ma, avendo al tempo stesso, magari, anche le mani libere per dedicarsi ad altre cose!

13 Raccontaci del progetto “Riporta la fascia”:

”Ri-porta la fascia” è un progetto che vede come attori principali i nostri “vecchi” clienti, mamme e papà che hanno acquistato, o ricevuto in dono, un porta bebè di Bottega Bubamara, e a cui viene data l’opportunità di poterlo concedere in prestito ad altri genitori che vogliono avvicinarsi al babywearing. Chi ha acquistato da noi una fascia o un mei tai, e non li usa più perchè i propri figli sono cresciuti tanto da non poter/voler essere più portati, può scegliere di contribuire al progetto ri-spedendoci il vecchio porta bebèsenza alcuna spesa (i costi della spedizione saranno interamente a nostro carico). Una volta valutate le condizioni complessive di usura e di mantenimento, inviamo il supporto, sempre a spese nostread un’associazione senza scopi di lucro, specializzata nell’agevolare ed accompagnare la maternità e aiutare le famiglie, che provvede ad affidarlo in prestito a tutti i genitori che vorranno provarlo. Dopo un determinato periodo di tempo, la mamma/papà che ha sperimentato il porta bebè “usato”, lo restituisce all’associazione, che lo renderà nuovamente disponibile ad essere “prestato” ad altre persone, e così via… Per tutto il 2012 l’associazione in questione è VITAminaM(amma), un’associazione di volontariato senza scopo di lucro che opera a Torino e assiste le mamme, le donne in attesa, le famiglie in generale, fornendo diversi e utili servizi, tra cui la cosidetta “Fascioteca”, un luogo d’incontro per aspiranti genitori canguro che possonoprovare di persona i vari supporti presenti sul mercato. “Ri-porta la Fascia”, nella nostra idea, è un’iniziativa senza limiti di tempo e  senza scadenze, ci impegnamo fin da ora, infatti, a portarla avanti nel corso degli anni, dando la possibilità anche a chi in futuro acquisterà da noi un porta bebè di partecipare al progetto, aiutando così altre mamme e papà che vogliono avvicinarsi alla pratica-filosofia del portare i bambini.

Pongazio e la fascia ad anelli

Pratica, Originale, Vivace, Unica

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Le fasce ad anelli Pongazio sono molto versatili e la misura è regolabile, possono essere indossate dalla mamma, dal papà, dalla, nonna e dalla baby sitter etc; si possono indossare in 5 posizioni, sono dotate di un anello in legno per appendere un giochino.Pongazio e tutti gli altri articoli nascono dalla voglia di creare, senza seguire schemi e misure, creando di getto tutto quello che passa per la mente, pensando a cosa potrebbe piacere e stimolare la fantasia dei bimbi.Unica, perchè ogni fascia ha una cucitura diversa dalle altre, quindi non ne esistono mai due uguali.

1 Descrivici il tuo modello di fascia ad anelli…

Le mie fasce ad anelli sono in cotone ad un telo, misurano 2mt x 80 cm, gli anelli sono in alluminio satinato e sono dotate di una fascetta in cotone con un anello in legno naturale, per appendere qualcosa o come giochino per il bimbo.

2 Raccontaci i tuoi primi esperimenti per arrivare al modello attuale:

Ho fatto diverse prove, soprattutto per la piegatura vicino agli anelli, fino a quando non ho trovato la piegatura e la cucitura ideale.

3 Quali materiali usi?

Le fasce ad anelli solitamente sono in cotone 100%, ma ne ho fatte alcune anche in flanella di cotone, in lino misto cotone e in cotone rasato.

4 Passeggino e fascia … i pro e i contro:

Con il secondo figlio non abbiamo usato il passeggino ma solo le fasce, ma ricordo che con la prima figlia ogni uscita era una lotta contro i posteggi selvaggi! Una continua gincana per riuscire a percorrere 100 mt …., questo sicuramente è uno dei contro del passeggino…, con la fascia vai ovunque e puoi fare tutto, sei a contatto con il tuo bambino e lo puoi allattare mentre fai la spesa ed avendo le mani libere.

5 Un consiglio alle neo mamme che vorranno provare la fascia porta bebè:

Il consiglio che do sempre è di guardare tanti video dei vari supporti, per capire quale fascia è più adatta alla mamma.

6 Dalla nascita fino a che età?

Dalla nascita fino ai 15 kg circa 3 anni, ma a volte può capitare di portare anche i bimbi più grandi.

7 Cosa risponderesti alle mamme preoccupate per la sicurezza del loro bimbo?

Se la fascia è utilizzata correttamente e con buon senso non è necessario preoccuparsi.

8  Il tuo modello di fascia è facile da indossare?

A mio avviso la fascia ad anelli è molto semplice e veloce da indossare, ma dipende da chi la utilizzerà, solitamente vedo che le mamme le indossano facilemente solo in alcuni casi hanno bisogno di fare qualche prova in più all’inizio.

9 Quali e quante sono le posizioni del bimbo dentro la fascia:

Pancia a pancia e culla per i primissimi mesi, pancia al mondo, sul fianco, sull’anca e sulla schiena, man mano che il bimbo cresce.

10  La fascia vista dal bimbo:

“Io sto li dentro così sto vicino alla mia mamma, sento il suo odore e i suoni che ho sentito per 9 mesi dentro la pancia, mi sento avvolto, protetto, e quando ho fame posso mangiare e subito dopo dormire indisturbato :)”

11 La fascia vista dalla mamma:

La bellezza di poter tenere il bimbo addosso potendo allo stesso tempo fare tutto ciò che serve ed avere le mani libere pur allattando, potersi occupare della casa, del lavoro degli altri figli.

12 La fascia vista dal papà:

Portare il bambino per il papà è un momento speciale di contatto, il contatto si può avere anche tentendolo in braccio, ma l’avvolgenza della fascia crea un intimità diversa.

Che dire, buona prova a tutte!


Luck [ Luana Ciambellini ]

About Luck

Luck
Luana Ciambellini ------------------------------------------------------------------------------------------------------- Da sempre attenta all'ambiente sviluppa diversi progetti per la riduzione dei consumi e per la valorizzazione di prodotti ed economia locale. Ideatrice di Eticologiche insieme a Silvia Dalla Dea, si specializza nella produzione di saponi artigianali naturali.

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