Gli oleoliti

oleoliti-veronicaLa mia interpretazione degli oleoliti non è diversa dalle tante che si trovano effettuando ricerche a riguardo, per cui non credo esista un modo originale per descriverli. L’oleolito è, appunto, un olio in cui vengono fatte macerare piante fresche o essiccate, liposolubili, e che di conseguenza si arricchisce dei loro principi. Il problema, aimè, è che molte persone non sono a conoscenza di questa tipologia di “pozione”, e spesso mi chiedono se la parola “oleolito” non mi sia scappata per sbaglio. In realtà si chiamano proprio così, e dovrebbero essere realizzati più spesso in sostituzione agli intrugli che si trovano nei supermercati e nelle profumerie. Immaginate di poter prendere una pianta, e di spremerne in un vasetto tutti i suoi principi buoni. Ecco, questo è, più o meno, quello che otterrete con un oleolito fatto in casa!

Gli ingredienti necessari sono a vostra discrezione, in questo senso: cercate un oleolito lenitivo? Allora lo farete con delle piante le cui caratteristiche sono proprio quelle dal potere lenitivo sulla pelle, come la calendula ad esempio, o magari di camomilla. Vorreste un oleolito tonificante e anticellulite? Allora lo sceglierete al limone. Anti caduta? Al peperoncino! E via dicendo.

Io vi parlerò del metodo più semplice per ottenere degli oleoliti, e di alcuni degli oleoliti più comuni, considerato che non tutte le piante / erbe / fiori / frutti / spezie possono essere utilizzati. La sostanza in questione deve essere, appunto, liposolubile, e non idrosolubile. In altre parole deve essere compatibile affinché le sue proprietà possano essere assorbite dall’olio, e non dall’acqua. Infatti, l’acqua è nemica degli oleoliti. Questo significa che per la maggior parte delle piante che utilizzerete, sarà consigliabile essiccarle prima di utilizzarle. Se dovesse rimanere dell’acqua presente nella pianta e nell’olio, il vostro oleolito sarà più soggetto al deterioramento. Anche l’olio sarà a vostra discrezione. C’è chi preferisce l’olio d’oliva, conferendo così un potere estremamente nutriente e “pesante” all’oleolito. Chi l’olio di semi. Chi, come me, preferisci mischiare l’olio d’oliva, all’olio di semi di girasole biologico, a quello di mandorle dolci puro.

Il metodo consiste, detto in poche parole, nel ricoprire la pianta in questione di olio, e di lasciarla macerare per un tempo sufficiente affinché l’olio si impregni delle sue proprietà. Semplice!. Ecco l’esempio di come preparare il mio oleolito preferito, ovvero quello al limone.

Ingredienti: limoni biologici, oli a piacere, un vasetto.

Pelate la scorza dei limoni stando attenti ad evitare la parte bianca, e lasciate essiccare le striscioline su un panno pulito anche per un paio di giorni, finché non sarete certi che si sia asciugata tutta l’acqua. Dopodiché mettetele in un vasetto (io lo riempio di bucce fino a tre quarti) e coprite tutto con l’olio. Assicuratevi che l’olio copra tutte le bucce, non devono rimanere esposte all’aria. Riponete il vasetto in un luogo al buio e lasciate macerare per circa trenta giorni, scuotendo il vasetto tutti i giorni. Dopo un mese l’olio dovrà essere diventato di un bel giallo acceso! Filtratelo avendo cura di premere bene tutte le bucce poiché la maggior parte della sostanza sarà ancora attaccata alle scorze stesse. Riponete l’olio così ottenuto nuovamente nel vasetto, e lasciate macerare per un altro giorno o due al buio, senza le scorze. Come ultima fare passate tutto il composto con della carta filtrante o un panno (io uso gli scottex). Il vostro oleolito è pronto! Io lo tengo nelle bottigliette di birra scure (chiaramente ben lavate e asciugate).

Proprietà degli oleoliti (alcuni dei miei preferiti):

Oleolito al limone: rinforzante, tonificante, sbiancante per le unghie, anticellulite

Oleolito alla lavanda: calmante e lenitivo

Oleolito al rosmarino: purificante e tonificante

Oleolito alla carota: idratante, ricco di vitamina A e betacarotene, utilissime per la pelle in estate

Oleolito al peperoncino: vaso dilatatore, apporta ossigeno ai capillari, anti caduta

So che per creare gli oleoliti esistono vari metodi tra cui quello a caldo, ma non li ho mai provati per cui per quelli vi invito ad informarmi presso qualcuno di più esperto.. Io mi sono trovata benissimo con il metodo classico, ovvero a freddo (il più lento sicuramente, ma efficace!). Ogni oleolito, inoltre, ha dei tempi di preparazione diversi. Ad esempio, l’oleolito alla carota e quello al peperoncino necessitano di un tempo inferiore di macerazione rispetto a quello del limone, ovvero circa venti giorni. Quindi se volete provare un oleolito con una pianta in particolare, prima assicuratevi di informarvi sulle giuste tempistiche e modalità.

E ora, tutti in campagna a cercare piante e fiori per creare i nostri oleoliti!

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