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Quando il benessere profuma di Caucaso

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La parola Kèfir deriva dall’armeno keif , che letteralmente significa “sentirsi bene”.

Secondo un’antica tradizione, originaria delle zone montuose del Caucaso, Maometto donò i primi grani di kefir agli avi dei montanari delle regioni caucasiche settentrionali e insegnò loro come produrlo. La ricetta fu custodita gelosamente per secoli, poiché si credeva che rivelare agli stranieri il segreto della sua produzione, avrebbe fatto perdere al kefir  tutta la sua forza.

Oggi, fortunatamente, se ne conosce ogni trucco e i suoi poteri sono rimasti miracolosamente intatti.

Che cos’è il kèfir?

Il kefir si presenta come una specie di yogurt, un po’ più liquido di quello tradizionale: è possibile utilizzarlo come tale, magari dolcificato con zucchero di canna o miele, oppure lo si può impiegare in altri modi, che a breve vedremo.

Viene preparato tramite la fermentazione dei grani di kefir, una coltura di “batteri buoni” e lieviti in grado di condurre un processo fermentativo,  il cui prodotto finale è un alimento rinfrescante ed estremamente salutare.

In rete è possibile reperire diverse informazioni sui suoi benefici, ma diffidate da chi lo considera la “panacea” di tutti i mali.

Il kefir, comunque, ha numerosi effetti positivi sul nostro corpo: innanzitutto, funziona da ottimo ri-equilibratore della flora batterica intestinale, prevenendo allergie e assorbendo al meglio le vitamine indispensabili per la nostra salute;  inoltre, agisce come probiotico naturale, stimolando il sistema intestinale con notevoli effetti positivi su tutto il sistema immunitario.

Modalità di preparazione

(N.B.: In questo articolo vedremo come si prepara il kefir di latte di soia, non d’acqua)

1)        Procuratevi un barattolo di vetro con un tappo di sughero.

2)       Versate i grani di kefir in un mezzo litro di latte di soia (a temperatura ambiente).

3)       Dopo un paio di giorni, il gioco è fatto: ecco dell’ottimo yogurt pronto da gustare.

4)      Unico piccolo accorgimento: il kefir “deve respirare”, quindi i suoi grani vanno rinfrescati ogni due giorni, attraverso un accurato filtraggio, mediante una garza o un colino in plastica.

Idee e “ricette”

–          Sostitutivo del burro nella preparazione di torte e dolci: ottima alternativa al burro, che rende l’impasto molto morbido.

–          Con il siero del kefir è possibile impastare il pane. Il risultato? Una favola!

–          Base per la preparazione del “non–formaggio”.

La ricetta del “non-formaggio” è semplicissima.

Sarà sufficiente portare a ebollizione un litro di latte di soia. Dopo aver aggiustato di sale, aggiungere mezzo litro di kefir e lasciarlo addensare dieci/quindici minuti a fuoco spento.

Filtrarlo con un colino a maglie fini (oppure una garza o il cestello per la ricotta), lasciarlo raffreddare e poi metterlo in frigorifero.

Siete rimasti incuriositi?

Allora (se non l’avete ancora fatto)… kefirizzatevi!

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