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Stroscia con le prugne

stroscia-prugneCUCINASAMANTHA
Ragazzi, Dulcamara ci ha mandato una ricetta che ci sembra davvero deliziosa! La condividiamo volentieri con voi! 🙂 Vi lascio alle sue parole… 😉

La frolla all’olio mi piace moltissimo: profuma di Mediterraneo e d’estate. Questa è una ricetta che ho sperimentato molte volte con l’uva fragola del mio giardino; stavolta avevo una bella raccolta di prugne piccole piccole (quelle che in Liguria si chiamano “arselline”) raccolte in campagna, e quindi… Uniche accortezze (che spero non vi facciano passare la voglia di cimentarvi, perché è una ricetta davvero veloce e semplicissima!). La prima: scegliete un olio dal gusto delicato (come quello ligure) oppure, se amate un gusto un po’ più deciso, un olio fruttato (toscano o siciliano); evitate assolutamente gli oli troppo saporiti (pugliese, umbro), che per questa preparazione dolce non vanno bene. La seconda accortezza: io mi faccio i liquori in casa e li scambio con altri amici che hanno lo stesso hobby; ma se non vi fidate del vermouth industriale, usate un buon vino bianco profumato. Infatti, anche se nel vermouth dry non c’è colorante rosso, in rete qualcuno dice che nella lavorazione potrebbe essere utilizzato l’uovo.

Lista della spesa (per una teglia da 30 cm di diametro:) prugne piccole (la dose dipende dal tipo di prugne: le arselline misurano appena un paio di centimetri, e ne ho usate una trentina), 250 g farina 0 bio, ½ bicchiere di vermouth casalingo oppure di vino bianco fruttato, 15 cl d’olio d’oliva delicato, 90 g di zucchero + altro zucchero per spolverizzare, 8 g di lievito istantaneo, scorza grattugiata di mezzo limone, vaniglia naturale, un pizzico di sale. 

Setacciare la farina in una ciotola assieme con il lievito. Mescolarvi lo zucchero con le mani. Versare l’olio e impastare: otterrete in pochi istanti un impasto granuloso, farinoso e un po’ unto. È tempo di aggiungere la scorza di limone e qualche seme di vaniglia oppure qualche goccia di essenza di vaniglia bourbon. Versate anche il vermouth (o il vino) e impastate energicamente per circa 2-3 minuti: come per magia la consistenza dell’impasto diventerà in breve tempo più simile a quella del pane o della pizza! Deve restare un pochino più molle di una pizza, ma se fosse troppo molle unite pochissima farina; se invece fosse troppo soda, unite ancora un goccio di vermouth (o vino).

Tutto qui! Stendete con le mani sulla teglia, che non avrà bisogno di essere oliata, e premeteci dentro le prugne denocciolate e tagliate a metà (se usate prugne più grandi, potete anche tagliarle a fettine). Cospargete sopra un pochino di zucchero (le prugne, per quanto dolci da crude, da cotte diventano acidule – e poi il cric cric dello zucchero offre un piacevole contrasto). Infornate per una mezz’oretta a 180°C.

La stroscia semplice, senza frutta (si tratta di una ricetta tradizionale della Liguria occidentale, per chi non lo sapesse), rimane friabile ma un po’ secca e una volta cotta, invece di tagliarla, la si “stroscia”, appunto, cioè la si spezza con le mani. A differenza dell’originale, questa stroscia con la frutta rimane invece come una frolla morbida, e la potete anzi dovete tagliare a fette come una normale torta. Dura, ovviamente, un po’ meno (ma vi assicuro che la finirete in un batter d’occhio!)

Sospetto che possa riuscire buona anche con le piccole pere estive. Voglio cimentarmi presto (prima che passi la loro brevissima stagione), sostituendo la vaniglia con un po’ di cannella. E forse cospargendo con zucchero di canna grezzo, che con le pere secondo me ci sta meglio. Che ne dite? Se volete cimentarvi voi per primi… fatemi sapere!

A proposito di zucchero. Personalmente trovo che lo zucchero sia irrinunciabile nella stroscia, quantomeno quella “classica”: quello integrale di canna ha una consistenza differente e soprattutto in superficie non rende bene. Forse in queste con la frutta, visto che restano morbide, si può provare (anzi proverò a breve con le pere). Se scegliete lo zucchero di canna, ricordate di scendere a 80 grammi perché a parità di peso il volume è molto maggiore, e così anche la tendenza ad “ammollicciare” l’impasto. Poi semmai, se necessario, ne aggiungete un pizzico. Sconsiglio invece l’uso di sciroppi (agave, malto…) per questa preparazione perché l’impasto potrebbe non riuscire.

 

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