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Una domenica al Terra Madre, Salone del Gusto di Torino 2016

Terra Madre, Salone del Gusto.
Terra Madre, Salone del Gusto di Torino 2016.

Avete mai assaggiato la farina a crudo? Quante varianti del pesto conoscete? E sapete come si coltiva il pomodoro idroponico?Quest’anno ilSalone del gusto di Torino non s’è fatto mancare proprio niente. A partire dalla location: l’edizione 2016 s’è svolta in pieno centro, nel verde del parco del Valentino.

Dettaglio non da poco, che scatena tutt’altro tipo di suggestioni,rispetto ai padiglioni del Lingotto.

E poi, la scelta del nome: Terra Madre.

Nella sua semplicità atavica, il filo conduttore della manifestazione si sbroglia nella sua declinazione più profonda tra i barattoli di salse e conserve, le latte di olio extravergine di oliva, sui vassoi di praline al cioccolato o tra i sacchetti di nocciole tostate. Ed è proprio al momento dell’assaggio che si comprende il vero senso del salone: il cibo buono, pulito e giusto è un diritto di tutti, sta a noi saper scegliere.

Ogni produttore che mi racconta la sua storia, mette un pezzetto di sé e della sua famiglia in quel piattino di assaggi: ognuno è diverso, ma uguale al tempo stesso perché coltivare non significa soltanto prendersi cura del proprio orto, ma custodire il pianeta in cui viviamo.

Voler bene alla Terra. Il tema di questa edizione è un imperativo per tutti, non solo per gli agricoltori che mettono tanto amore in quello che fanno.

Terra Madre, Salone del Gusto 2016 a Torino.
Terra Madre, Salone del Gusto 2016 a Torino.

S’incontrano espositori da ogni parte d’Italia: dall’“Olio dell’amore”(«Perché ci piace tanto produrlo!») al cioccolato grezzo di Buffa, da antica ricetta genovese, intenso e goloso, passando per il profumatissimo zafferano dell’Aquila e le patate biologiche di montagna, dell’azienda agricola La Felicina, di Calizzano, in Alta Valle Bormida.

E il pomodoro idroponico? La scelta nasce dagli studi in ingegneria della figlia dei titolari di Ferrari Farm, in provincia di Rieti, che ha creato un sistema in cui le piante completano il loro ciclo di vita facendo a meno della terra. Il terreno è sostituito da un substrato inerte e la pianta viene irrigata con una soluzione nutritiva composta dall’acqua e dagli elementi necessari alla nutrizione delle piante. E così i pomodori possono crescere anche sulla Luna, biologici e decontaminati!

Un saltino a provare i diversi tipi di pesto La Gallinara, di Villanova d’Albenga, è d’obbligo: rosa, rosso, classico con o senza aglio, il mix per bruschette, le creme di olive taggiasche e la piccantissima salsa del diavolo.

Tra uno stand e l’altro non poteva mancare un dolce break al carretto dei gelati di “Ottimo! Buono non basta”, una delle migliori gelaterie di Torino, con un occhio di riguardo alle intolleranze: una coppetta di gianduia e pistacchio e sono di nuovo in marcia.

Chi mi ha indubbiamente colpito è stato lo stand di ViVa, produttori di farina del cuneese, che senza tanti giri di parole,ti raccontano come sono riusciti a creare una farina sana e tecnologicamente perfetta. E te ne porgono una cucchiaiata.

“I veri protagonisti del sistema sono chi il cibo lo produce e chi di cibo si nutre, ovvero il contadino e il consumatore”, sostengono. “È proprio per questo che con la Facoltà di Agraria dell’Università di Torinoabbiamo redatto un disciplinare di coltivazione per i nostri cereali, condiviso da tutti i contadini appartenenti al progetto ViVa”. E per quanto riguarda la molitura, pietra lavica naturale estratta dalle cave dell’Etna, consente una rotazione lentissima che mantiene tutte le proprietà del chicco per ottenere una farina che profuma davvero di grano!

Valentina D'amora al Salone Del Gusto di Torino 2016.
Valentina D’amora al Salone Del Gusto di Torino 2016.

Purtroppo anche io come Samantha al SANA, non sono riuscita a visitare tutti gli stand di Terra Madre, vista anche l’alta affluenza che ha reso più lenti e difficoltosi gli spostamenti. Il rovescio della medaglia? L’enorme successo di quest’edizione, che ha promosso concretamente un modello alternativo, delineando futuri possibili in cui il cibo non è schiavo di un mercato senza volto e senza freni.

Per questo, proprio da Torino è partita la marcia mondiale di chi vuol bene alla Terra Madre.

Al grido di:“Loro sono giganti, ma noi siamo moltitudine!”.

Valentina D’amora

 

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